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Bahghi, sulle ali della musica

Marilena Dolce
25/05/26
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Bahghi, cantante di origine eritrea, in concerto allo Spazio Teatro No’hma di Milano

Bahghi, cantante di origine eritrea, in concerto allo Spazio Teatro No’hma di Milano

Milano a volte sorprende, mostrando luoghi poco conosciuti che custodiscono storie inattese. In una zona semicentrale, non lontano dal Politecnico, sopravvive ancora un’ex palazzina dell’Acqua Potabile. Risale probabilmente agli anni in cui la città costruiva il primo acquedotto moderno: un’infrastruttura pensata per attingere acqua in profondità, protetta dall’argilla, e portarla pulita nelle case dei cittadini. Simbolo di modernità e di una concezione pubblica dell’acqua come bene prezioso.

Sono, in un certo senso, le stesse basi del Teatro No’hma, dove l’acqua diventa metafora di fluidità culturale. L’edificio non nasce come spazio “nobile”: eredita una struttura industriale che Teresa Pomodoro, attrice e regista, trasformerà in luogo artistico fino alla sua scomparsa, nel 2008.

Cosa significhi No’hma lo spiega la sorella gemella di Teresa, Livia Pomodoro, già presidente del Tribunale per i minorenni di Milano e oggi presidente e direttrice artistica del teatro.

«Il nome lo scelse Teresa», racconta, «e deriva dalla crasi tra due parole del greco antico, noùs, intelletto, e àima, cuore. Il suo era infatti un teatro “nudo”, senza orpelli, nel quale trovavano posto ragione e sentimento».

Un’idea rimasta viva in uno spazio che continua ad accogliere comunità differenti e linguaggi artistici diversi.

È in questo contesto che, ai primi di maggio, è andato in scena il concerto di Bahghi Yemane, giovane cantante e strumentista di origine eritrea, arrivata per la prima volta in Italia. “Uno sguardo oltre, una realtà solidale” è parte della rassegna Armonie e Suoni, che ha portato a Milano la sua musica.

Bahghi ha conquistato il pubblico con una voce intensa e una presenza discreta, portando sul palco anche riferimenti alla cultura eritrea da cui proviene.

Nel brano che dà il titolo al primo album autoprodotto, 25, ripercorre la propria storia: l’infanzia, il trasferimento dall’Eritrea all’Olanda insieme alla famiglia, le prime lezioni di violino a quattro anni grazie ai genitori, entrambi musicisti, i giochi con il fratello minore Aron, fino ai ricordi dei cibi tradizionali e degli abiti bianchi tipici dell’altopiano eritreo.

Bahghi è un nome che richiama positività e gioia, elementi che attraversano anche le sue canzoni. L’album presentato a Milano, All One, contiene brani come Joy, One Love e Jane, che trasmettono uno sguardo fiducioso sul futuro e la capacità di riconoscere ciò che resta luminoso anche nelle difficoltà.

Con questo lavoro l’artista inizia a farsi conoscere a livello internazionale, collaborando con musicisti jazz come Rory Ronde e Ronald Snijders.

Nelle sue canzoni in inglese compaiono talvolta parole e riferimenti in tigrino, lingua madre. Accade anche nella doppia cover Madjemerya Feqri, che riprende i versi della musicista e poetessa eritrea Tsehaytu Beraki, scomparsa nel 2018.

Livia Pomodoro colloca il concerto di Bahghi all’interno di un progetto più ampio dedicato ad Africa, arte, bellezza e cultura. Finora il Teatro No’hma ha ospitato undici compagnie provenienti da altrettanti paesi africani; altre sono attese nei prossimi mesi, fino a uno spettacolo conclusivo con danzatori Maasai.

«Incontrare persone diverse, che condividono l’esperienza artistica, fa emergere una vicinanza che va oltre le differenze di lingua, cultura, generazioni. Presenze che hanno creato nel nostro teatro una narrativa e una geografia comune, in cui ciascuno porta il proprio punto di vista, una possibilità di incontro e fratellanza», afferma Pomodoro.

Prima di lasciare il teatro, lo sguardo si ferma sulle grandi ali sospese nel foyer, dono di Arnaldo Pomodoro a Teresa. Un’immagine che accompagna l’uscita, quasi a ricordare che arte e memoria continuano a muoversi insieme.

Marilena Dolce

Giornalista e fondatrice di EritreaLive, giornale indipendente dedicato al Corno d’Africa.

Da oltre dieci anni segue con continuità le dinamiche politiche e sociali dell’Eritrea e dell’Etiopia, con particolare attenzione ai rapporti regionali e agli equilibri geopolitici dell’area.

Ha collaborato con la testata online Affari Italiani, pubblicando articoli e analisi dedicati al Corno d’Africa e contribuendo alla copertura giornalistica di una regione spesso poco rappresentata nel panorama mediatico europeo.

Attraverso EritreaLive sviluppa un lavoro di informazione e analisi volto a rendere comprensibili le trasformazioni del Corno d’Africa a un pubblico italiano e internazionale.

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