In Eritrea è tornata una gazzella in via d’estinzione

In Eritrea è tornata una gazzella in via d’estinzione

Eritrean Gazelle (Eudorcas tilonura)
Nei giorni scorsi è arrivata dall’Eritrea la notizia dell’avvistamento di gazzelle, Eudorcas Tilonura, una specie protetta, considerata a rischio d’estinzione. Lo dice il responsabile della Conservazione e dei Beni Forestali, Fitsum Hagos. Esemplari di questo tipo di “gazzelle eritree”, così si chiamano le Eudorcas Tiloura, spiega Fitsum, esistevano già durante la prima fase del colonialismo italiano. In seguito sono sparite, probabilmente durante i lunghi anni di guerra.
Ora sono tornate. Sono state viste in un’area del Gash Barka, regione che confina con il Sudan. E proprio questa, tra Sudan ed Eritrea, era un tempo la zona dove vivevano.
La gazzella eritrea si riconosce con facilità dalle altre perché ha una lunga banda nera sul fianco. Vive in zone semi aride e si ciba di piante da cui ricava l’acqua indispensabile. Può resistere, spiega Fitsum, anche per un anno senza berne direttamente.
L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) classifica la gazzella eritrea tra le specie a rischio di estinzione. Oggi il loro numero stimato è intorno alle 2.500 unità.
Oltre alla caccia una delle cause d’estinzione è il depauperamento dell’habitat naturale. Per esempio la distruzione degli alberi all’ombra dei quali le gazzelle riposano durante le ore più calde.
Che sia ritornata in Eritrea perciò è un buon segno. Significa che vi è attenzione per l’ambiente. Così ha detto Fitsum, ricordando che, nel 2016, è ritornata anche un’altra specie a rischio estinzione. Si tratta della tartaruga detta per la caratteristica del collo, “sideneck”. In questo caso se ne erano perse le tracce dal 1835.
Sembra quindi che, mentre l’Occidente combatte una battaglia quotidiana per la conservazione di flora e fauna, messe in pericolo dai prodotti dell’uomo, l’Africa torni, almeno in Eritrea, ad essere un ambiente adatto alla vita di specie che si temevano scomparse.

1 Commento

  1. Renato La Cagnina

    Questo è il chiaro segno di quanto possano essere nocive all’ambiente le guerre che sin dall’ 800 non hanno avuto tregua in Eritrea e con la presenza dell’uomo bianco fino agli anni 950 che si dedicava alla caccia scriteriata di ogni specie animale. Per ottenere la fauna di allora in Eritrea ci vorrà molto tempo ancora, Importante è che la rinascita sia finalmente iniziata!

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