ROMA, CONFERENZA ITALIA-AFRICA INAUGURATA AL MAXXI

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ROMA, CONFERENZA  ITALIA – AFRICA INAUGURATA  AL MAXXI

Roma, 24 ottobre, inaugurazione Conferenza Italia-Africa, MAXXI

Il futuro passa dall’arte contemporanea.

Inaugurata al MAXXI, museo del Ventunesimo secolo, la Conferenza Italia-Africa.

Titolo della mostra, ancora in corso, è African Metropolis, una citta immaginaria.

Un allestimento realizzato da Simon Njama e Elena Motisi, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Molte delegazioni africane hanno accolto l’invito  e visitato la mostra la sera prima della seconda Conferenza Italia-Africa.

Per l’Eritrea erano presenti il ministro degli Affari Esteri Osman Saleh, l’Ambasciatore a Roma Fesshazion Petros  e  Yemane Ghebreab, Presidential Advisor.

Tutti gli ospiti sono stati ricevuti e accompagnati nella visita dal ministro degli Esteri Enzo Moavero e dalla direttrice Giovanna Melandri.

La delegazione eritrea, al centro il ministro degli Esteri Osman Saleh, a destra l’Ambasciatore a Roma Fesshazion Pietros, a sinistra Yemane Ghebreab, Presidential Advisor

Nella stessa serata è stato presentato  il progetto “Italia, Culture, Africa”.

La cultura, ha detto il ministro Moavero, si pone tra Africa e Europa.  Essa “parla al cuore delle persone” con  l’obiettivo di racconatre  la storia  dei continenti.  Per questo la Conferenza Italia-Africa inizia dalla cultura.

“La costruzione di un futuro comune è il tema della conferenza”. Così  ha detto il ministro.  Aggiungendo che è significativo parlarne  al MAXXI, museo nato nel 2009, che per sua natura guarda al futuro.

L’arte è l’espressione dello spirito dei due contineti. E la cultura è il ponte per collegarli. In questo senso l’Italia vuole poter essere vicina all’Africa, ha concluso il ministro Moavero.

Giovanna Melandri, responsabile MAXXI, accogliendo le delegazioni è entrata nel vivo della mostra. Le opere, ha detto, hanno il ruolo di “diplomazia culturale”.

La mostra infatti è un  contributo contro gli stereotipi, anche neocolonialistici, sull’Africa.

La “città immaginaria” è una città africana, ma non solo. È la città che tutti vorremmo, dove c’è uguaglianza. Gli artisti che hanno lavorato per la mostra hanno interpretato le città con nuovi linguaggi. Scavando sotto la crosta e portando nel cuore di Roma un’Africa diversa. Un’Africa piena di energie e progetti. Essi hanno ben rappresentato un continente di cui i media troppo spesso stravolgono l’essenza.

Il messaggio è che una nuova comunicazione, passando attraverso l’arte, possa legare in modo positivo  e Italia e Africa, rompendo i pregiudizi.

 

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