Etiopia, Tigray, riconquistata Mekallé ritorna la pace

Mekallè riconquistata dal governo di Addis Abeba. Il Tplf è sconfitto. la pace è alle porte. (Credit BBC news)

Mekallè, capoluogo del Tigray, regione a nord dell’Etiopia, è stata liberata poco fa grazie all’intervento militare dell’esercito, Ethiopian National Defense Force(ENDF).

La notizia che si sperava arrivasse è finalmente giunta.

L’esercito è entrato a Mekallè, riconquistando la città da un mese tenuta in scacco dal Tplf.

Quello tra governo centrale e regione del Tigray è stato un braccio di ferro. Uno scontro iniziato subito dopo l’arrivo del premier Abiy Ahmed al governo, ad aprile 2018.

La situazione di malcontento generalizzato e le tensioni seguite alla morte nel 2012 di Meles Zenawi, avevano modificato i vecchi equilibri politici. Il Tplf (Tigray People’s Liberation Front), per la prima volta, nel 2018, perde l’egemonia. Il Paese non è più   retto dalla minoranza tigrina, con loro a capo. Entra in gioco un giovane uomo di etnia oromo e amhara,  determinato a perseguire il cambiamento necessario allo sviluppo del Paese.

Una situazione tesa che si trascina per due anni ed esplode ai primi di novembre, con l’attacco al Comando dell’esercito federale da più di vent’anni nella regione.

Formalmente il Tplf non aveva accettato il rinvio delle elezioni  a causa della pandemia, decidendo di combattere con una serie di atti definiti da subito terrorismo, più che guerra civile.

Inizia quindi una prova di forza tra Tplf, minoranza ormai priva di reale consenso, e governo federale, appoggiato invece dalle diverse etnie e dai governatori delle singole regioni.

Abiy riceve quindi un sostegno interno che non viene a mancare neppure nei momenti di maggior tensione, neppure dopo l’ultimatum della scorsa settimana. Settantadue ore di tempo date dal governo al Tplf per arrendersi. Un ultimatum che loro respingono, anche se intanto il cerchio si stringe.

Nelle ultime ore, prima dell’operazione militare che porta alla liberazione di Mekellè, il premier Abiy diffonde molti comunicati con i quali assicura gli etiopici e gli osservatori internazionali che si cercherà di proteggere in tutti i modi i civili.

Donne, bambini, anziani e giovani tigrini con l’unica colpa di vivere in una zona contrastata, sono già da giorni aiutati con rifornimenti di viveri e medicine distribuiti nelle città riconquistate.

Dall’estero arriva l’appoggio all’operazione militare del Premier. A tutti è chiaro che la sicurezza e la stabilità del Corno d’Africa dipendono ora dal successo della sua politica e dall’intervento militare in corso.

Il tentativo politico del Tplf di internazionalizzare il conflitto e di dividere regioni e Stati per mantenere lo status quo non ha avuto nessuno degli esiti sperati.

La politica estera e la diplomazia del premier Abiy che hanno isolato il Tplf, ha ricevuto invece il consenso dai paesi vicini, dall’Europa e anche dalla nuova amministrazione americana.

Tutti ora sperano che, non solo per l’Etiopia, ma per tutto il Corno d’Africa si sia aperta una nuova era.

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