Eritrea, primi risultati dei tamponi Covid-19

Eritrea, primi risultati dei tamponi effettuati a campione.

Asmara, Eritrea, durante l’emergenza Covid-19

Sono stati resi noti oggi dalla Task Force di Asmara i primi risultati sui tamponi effettuati a campione nella capitale eritrea.

Lo scorso 16 maggio il Ministero della Sanità ha annunciato l’avvio dei tamponi per monitorare e prevenire la diffusione del virus Covid-19 nel Paese.

Subito dopo, nelle diverse zone della città, sono state individuate 4.659 famiglie, su una popolazione di circa 800 mila abitanti. A un componente di tali famiglie è stato fatto il tampone orofaringeo.

Sono risultati 4.658 individui negativi. Solo una donna positiva al Covid-19. Quindi, seguendo il protocollo, le persone da lei frequentate, sono state rintracciate e messe in quarantena. Tra queste è risultato positivo al tampone il marito che è stato ricoverato.

Per il momento lo screening è stato fatto ad Asmara. Nelle prossime settimane si farà nel resto del Paese, per garantire un’uguale prevenzione.

A preoccupare sono però gli arrivi dall’estero. Anche se i voli da e per l’Eritrea sono fermi dall’inizio dell’epidemia, i viaggi via terra e per mare, nonostante il divieto, non è sicuro che non avvengano.

“Tra i tanti provvedimenti del governo”, dice l’ambasciatore eritreo in Italia, Fesshazion Petros intervistato da Scenari Internazionali “si può citare l’ordine tassativo di rimanere in casa, la chiusura di luoghi di lavoro, sia governativi che privati, con stipendi garantiti, l’interruzione delle scuole di ogni grado, la limitazione di spostamenti non autorizzati con qualsiasi mezzo da un luogo ad un altro, il blocco totale degli ingressi via terra, mare ed aria, la messa a disposizione del pubblico h24 di una free hot line  per la segnalazione di eventuali contagi e così via”.

In questi mesi in Eritrea sono stati messi in quarantena, negli 81 centri dedicati al Covid-19, 5.270 persone. Di loro 3.477 sono ora dimesse, 1.793 invece sono ancora in osservazione in ospedale.

Nonostante il Ministero della Salute abbia cercato di contenere e prevenire la diffusione della pandemia nel Paese, fino a quando ci saranno casi nei Paesi confinanti e nel resto del mondo, l’Eritrea non potrà essere completamente sicura.

In Africa ad oggi i casi sono 150 mila. Tra i paesi più colpiti  Sud Africa, con 32 mila casi e 680 decessi ed Egitto, 913 su 23.449. Poi Nigeria con 287 morti su 10.162 contagiati e Algeria, 9.394 casi e 653 decessi.

Tra i paesi confinanti con l’Eritrea, l’Etiopia ha registrato negli scorsi giorni un aumento di casi. Secondo fonti ufficiali diffuse dal Ministero della Salute etiopico i casi totali confermati sono, ad oggi, 1.257. Nelle ultime 24 ore su 2.926 tamponi sono stati segnalati 85 nuovi casi, 51 uomini e 34 donne.

Nel Paese si sta lavorando a un grande ospedale da campo che sarà pronto tra circa dieci giorni.

Per questi motivi l’Eritrea, che al momento è tra i Paesi senza morti per Covid-19, non può abbassare la guardia. I tamponi random sono la via seguita ovunque nel mondo per avere i numeri della diffusione virale. Anche in Cina l’obiettivo nella terza fase di lotta contro il virus è affidata ai tamponi. A Wuhan, città da cui è partita l’epidemia a fine 2019, ancora oggi si eseguono i tamponi per testare l’intera popolazione. E si parla di 11 milioni di persone.

Dunque anche per l’Eritrea la fase tamponi è importante, così come mantenere comportamenti raccomandati per proteggere sé stessi e gli altri.

Purtroppo il virus ha messo in discussione ovunque abitudini sociali e religiose. Sta a noi combatterlo usando buonsenso ed evitando rischi inutili.

 

 

 

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