Eritrea, Corno d’Africa e ruolo dell’Italia, il caso ZaEr

La pace raggiunta lo scorso 9 luglio, ad Asmara, tra Eritrea ed Etiopia è la premessa per una migliore situazione in tutta la regione del Corno d’Africa. Quale sarà il ruolo dell’Italia?

Oggi il presidente eritreo Isaias Afwerki è ad Abu Dhabi. Qualche giorno fa, a Gedda, è stata ratificata la pace tra Eritrea ed Etiopia, presente il segretario generale Onu, Antonio Guterres.

La Somalia ha ripreso, le relazioni politiche e diplomatiche con l’Eritrea.

I tre ministri degli esteri di Eritrea, Etiopia e Somalia sono stati nelle scorse settimane a Gibuti. Anche in questo caso il risultato è stato positivo.

Quella che sta avvenendo nel Corno d’Africa è una rivoluzione pacifica, condotta dagli stessi leader africani.

E all’Africa la Cina guarda sempre con maggior interesse, come testimoniato dal forum sulla cooperazione Cina-Africa (FOCAC.)

Quale ruolo ha oggi l’Italia?

Al momento la posizione italiana, politica ed economica, sui cambiamenti in atto nel Corno d’Africa, è defilata. Rischi e opportunità sono al vaglio per formulare programmi e progetti.

Ciò non toglie però che ad Asmara un’impresa tessile italiana ci sia e che vi lavori ormai da anni.

È la Za.Er, Zambaiti Eritrea, che confeziona camicie per il mercato estero e indumenti da lavoro per quello interno. Vi lavorano 580 persone, 578 eritree. Il 90 per cento donne.

Durante l’ultima visita, il premier etiopico Abiy Ahmed con il presidente somalo Mohamed Abdullahi Mohamed e il presidente eritreo Isaias Afwerki sono stati al padiglione “Dolce Vita”, brand Za.Er, allestito per Expo 2018.

Quest’anno oltre alla collezione di camicie colorate, vi sono le “farfalle”, volate sulle magliette della pace. Le loro ali hanno i colori delle bandiere di Eritrea, Etiopia e Somalia. Sono un simbolo della pace raggiunta.

Non è un caso che il premier Abiy ne indossasse una, sotto la giacca, durante la cerimonia per l’inizio d’anno, secondo il calendario tradizionale etiopico.

Oggi la Za.Er, nata per la volontà della famiglia Zambaiti, è gestita dal figlio Pietro.

Rispetto alla concorrenza cinese Zambaiti dice, “il made in Italy è un approccio completamente diverso rispetto a quello asiatico. Un approccio fatto anche di affetto, di empatia verso il paese e le persone”.

All’interno della Za.Er vi è anche un asilo per accogliere i figli delle donne che vi lavorano. Inoltre ogni anno Za.Er  sostiene il percorso di studio di 50 bambini, perché frequentino la scuola italiana di Asmara, la più grande all’estero.

Riguardo al ruolo degli italiani e delle imprese italiane in Africa, Pietro Zambaiti dice, durante il forum “Pace e Sviluppo nel Corno d’Africa” che si è tenuto a Bari lo scorso 14 settembre, “è importante la collaborazione con le varie componenti sociali nei paesi in cui si lavora. Inoltre sono importanti il rispetto della cultura e delle tradizioni”.

“Inutile invece” aggiunge “chiedere scusa per il nostro passato. Anziché chiedere scusa per il passato remoto dovremmo chiedere scusa per l’assenza in questi ultimi vent’anni”.  

Un’assenza che speriamo sia finita, grazie alla pace raggiunta.

 

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