Delegazione eritrea in Sudan e Sud Sudan per rinforzare rapporti bilaterali

Una delegazione eritrea è andata prima in Sudan, poi in Sud Sudan per rinforzare i rapporti bilaterali
Khartoum, la delegazione eritrea arrivata in Sudan per la visita ufficiale
L’Eritrea ha inviato in  Sudan e Sud Sudan una delegazione per rinforzare i rapporti bilaterali.
Qualche giorno fa, il 25 giugno, una delegazione eritrea, composta da Yemane Ghebreab, adviser del Presidente, e dal ministro degli Esteri Osman Saleh, è andata in Sudan.
Scopo della visita incontrare a Khartoum il capo del Consiglio Militare di Transizione (TMC), generale Abdel Fattah al Burhan.
L’Eritrea, secondo quanto twittato dal ministro dell’informazione Yemane Ghebremaskel sostiene il Consiglio Militare di Transizione e intende normalizzare le relazioni bilaterali con Khartoum. Nel messaggio consegnato al generale sudanese, l’Eritrea, dice il presidente Isaias Afwerki, esprime “la speranza che tra i due Paesi inizi una nuova era di cooperazione”. Inoltre il Presidente Isaias ha detto che l’Eritrea sostiene la transizione politica in atto.
Da parte sua il generale Abdel Fattah al Burhan ha ringraziato la delegazione eritrea per l’appoggio ricevuto, confermando che sarà la base per le future buone relazioni reciproche.
È il secondo incontro tra Eritrea e Sudan, nel dopo al-Bashīr.
 La prima visita è stata fatta dal generale Abdel Fattah al Burhan che ha incontrato ad Asmara il presidente Isaias.
Lasciato il Sudan, l’adviser Yemane Ghebreab è arrivato ieri in Sud Sudan. Qui, nalla capitale Juba,  ha incontrato il presidente Salva Kiir. Anche in questo caso l’argomento sono le relazioni tra i due paesi. Legami che possono aiutare lo sviluppo ed anche i rapporti con il Sudan.

I numerosi viaggi compiuti nell’ultimo anno nella regione dalla delegazione eritrea dimostrano la centralità della politica estera per la stabilità nell’area. Una condizione legata a doppio filo alla pace con l’Etiopia firmata lo scorso anno ad Asmara.
Eritrea, Sudan, Sud Sudan, Etiopia sono paesi geograficamente troppo vicini perché una politica di aggressione reciproca possa risultare alla lunga vantaggiosa. Come ha dimostrato il cambio di rotta etiopico nei confronti dell’Eritrea. Tuttavia, proprio gli ultimi accadimenti in Etiopia, con il tentativo di colpo di Stato dello scorso fine settimana, sono il segno che le forze contrarie al nuovo corso di pace non sono spartite per niente. Per questo motivo buoni legami tra singoli paesi possono rinforzare la regione, tenendo a bada poteri con interessi lontani dalla pace.

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