Asmara, le lancette dell’orologio della chiesa di Kidane Mehret

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ASMARA, LE LANCETTE DELLA CHIESA DI KIDANE MEHRET

Asmara, le lancette dell’orologia della Chiesa di Kidane Mehret

Ad Asmara, capitale dell’Eritrea, alle spalle della Cattedrale, vicino al mercato delle granaglie, c’è la Chiesa di Kidane Mehret.

Una chiesa di rito cristiano orientale che riconosce l’autorità del Papa.

La Chiesa di Kidane Mehret, costruita dagli italiani negli anni Sessanta, sorge dove un tempo c’era un’altra chiesa. Un hidmo tradizionale decorato con la tecnica a testa di scimmia.

Nel 1969, durante l’annessione etiopica dell’Eritrea, l’impresa italiana di Olindo Elmi, su progetto di Mario Mazzetti, costruisce la nuova chiesa. Quella passata era molto frequentata dagli eritrei cattolici che, durante il colonialismo italiano, non potevano entrare nella Cattedrale.

Per edificare Kidane Mehret ci vogliono quasi due anni.  Di stile eclettico la chiesa è costituita da un corpo principale in pietra, raggiunto da una lunga scalinata. Al termine tre ingressi.  Doppie porte in legno rosso scuro artisticamente intagliate e inserite in archi che arrivano quasi al frontone.  Sopra la porta centrale, nella lunetta più grande, un mosaico della Vergine Maria. Di lato finestre che richiamano lo stile gotico.

All’interno della chiesa una parete divisoria, posta prima  dell’altare, è stata affrescata in Italia. È il lavoro di un frate cappuccino e rappresenta l’immagine della Madonna del perpetuo soccorso, cui la chiesa di Kidane Mehret è dedicata.

Due sono gli elementi che caratterizzano Kidane Mehret, la grande cupola, del diametro di circa 10 metri e il campanile, alto più di 30 metri e visibile da ogni punto della città.

La cupola con elementi tardo gotici, richiamando quella del Brunelleschi a Firenze, rende unica la chiesa di Asmara.

Il campanile invece, a pianta quadrata, è in stile romanico.  Con una peculiarità, la sequenza di finestrelle è simile a quella della chiesa. Unica differenza le finestre del campanile aumentano di numero man mano che si sale.

Nell’ultima parte della torre c’è l’orologio, di cui però nessuno ricorda le lancette…

Forse non ci sono mai state.

Ora il tempo ha ripreso a scorrere anche per lui.  L’ultimo restauro, infatti, oltre a rinfrescare il colore, ha restituito al campanile di Kidane Mehret le sue lancette.

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