Al Chiaro di Luna, videoclip di Jovanotti girato ad Asmara

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 ©Yonas Tesfamichael/EritreaLive, Al Chiaro di Luna, videoclip di Jovanotti girato ad Asmara

ASMARA, AL CHIARO DI LUNA, NUOVO VIDEOCLIP DI JOVANOTTI

Girato in Eritrea ad Asmara, Al Chiaro di Luna è il nuovo video di Jovanotti. Per un’Africa fuori dagli stereotipi, che piace ai giovani eritrei.

Al Chiaro di Luna, il video di Jovanotti appena uscito è girato ad Asmara. Dedicato all’omonimo singolo è una delle canzoni più ascoltate in rete e tra le più cantate nei sessantasette concerti live del 2018.

Per questo motivo nei giorni scorsi Asmara è stata in fermento.  L’arrivo di Jovanotti e della sua troupe per girare Al Chiaro di Luna, ha incuriosito la città. La consegna, chiesta dalla produzione, era il silenzio. Niente della storia doveva trapelare. Molti però hanno postato in rete selfie, immagini, sorrisi di Jovanotti per le strade della capitale. Sorpresi che non fosse un artista inavvicinabile. Anzi che chiedesse di incontrare le persone di un paese che avrebbe visitato anche “zaino in spalla”.  

Quello di Jovanotti in Eritrea è un viaggio che interrompe una lunga assenza italiana. Prima di lui, a diciassette anni, c’era andato Renato Carosone.

Siamo nel 1937, forse lo stesso periodo in cui va in Eritrea il nonno di Jovanotti, un altro Lorenzo. Questo è uno dei motivi per cui il cantante ha scelto di girare il suo nuovo video proprio lì. Per conoscere i luoghi menzionati dal nonno che di professione ha fatto il  camionista. Insomma Asmara è un po’ la madeleine di Jovanotti. Una città che racchiude immagini e ricordi d’infanzia cui è arrivato il momento di dare forma.  

“Dell’Eritrea avevo solo sentito o letto qualche racconto dell’Africa Orientale, dei tempi in cui fu colonia” dice il cantante, che poi aggiunge, “per me è solo viaggiando fuori dai circuiti del turismo che si può conoscere qualcosa davvero di un luogo”.

E per capire in breve tempo un paese, attraverso la sua capitale, Jovanotti ad Asmara ha parlato con la gente, camminato per le strade, è entrato nei negozi. Si è seduto nei bar.

E tra lui e la città è stato subito amore.

In molti gli hanno dato una mano per conoscere Asmara. Così, mentre cercava i luoghi per ambientare la storia, altre storie nascevano. Un racconto nel racconto. Un dietro le quinte del viaggio ufficiale, senza sceneggiatura né copione.

A riprendere il backstage Yonas Tesfamichael, giovane videomaker un po’ italiano, un po’ eritreo. Arrivato bambino a Milano. Ora ad Asmara con la famiglia, moglie e figlia piccola.

La sua è una scelta che colpisce. Come, dall’Eritrea i giovani emigrano e lui rientra, si sono chiesti in molti.

In realtà non è l’unico. Anche Yordanos Mehari qualche anno fa è rientrata per un certo periodo in Eritrea, per lavorare per l’UNFA, United Nations Population Fund.

Non sono casi isolati. Solo non fanno cronaca.

“Da eritrea-italiana è stato duro sentire per anni una rappresentazione così sleale e diversa del paese che, chi conosce personalmente, ama”, dice Yordanos che aggiunge, “per questo mi ha fatto piacere che Jovanotti abbia scelto Asmara, per girare il video della sua canzone. La considero una scelta significativa, profonda. Una scelta che arriva a tutti quelli che conoscono le bellezze della capitale, la semplicità della sua gente”.

E per il futuro, cosa ti aspetti? Le chiedo.

“Spero” risponde Yordanos “di vedere molti più scambi positivi tra i nostri due paesi, Italia ed Eritrea, così legati tra loro”.    

I giovani eritrei in questi anni sono emigrati dal loro paese per due ragioni tra loro connesse. La prima l’instabilità politica dovuta al trascinarsi della situazione né guerra né pace con l’Etiopia. La seconda una profonda crisi economica che ha bloccato lo sviluppo del paese. Generando nei più giovani frustrazioni che toglievano spazio all’avvenire.

Ma dallo scorso 9 luglio la situazione è cambiata. Il nuovo premier etiopico Abiy Ahmed ha firmato ad Asmara un accordo di pace che cancella la precedente condizione di precarietà e tensione. Le frontiere sono smilitarizzate. I voli tra i due paesi ripristinati, così come le linee telefoniche e i commerci.

Il futuro non è più plumbeo. Finalmente si può sorridere.

E il video clip Chiaro di Luna è stato un’occasione per questi sorrisi.

Per l’Eritrea è iniziato un periodo bello. La speranza   della rinascita.

Qualche anno fa sarebbe stato inopportuno, per la situazione politica e sociale, ambientare in Eritrea un videoclip. Nel paese dal 2002, dopo l’ultimo conflitto con l’Etiopia (1998-2000), la tensione per il mancato rispetto degli Accordi di Algeri da parte etiopica era forte.

Con i confini presidiati da entrambi gli eserciti sarebbe stato fuori luogo dare spazio a un videoclip d’amore.

Negli stessi giorni in cui Jovanotti girava ad Asmara, le Nazioni Unite hanno revocato le sanzioni all’Eritrea, un cappio al collo dell’economia che, per un soffio, non ha compiuto dieci anni.

Poche ore prima della partenza il cantante, forse per sottolineare il legame Eritrea-Italia, ha festeggiato il suo essere ad Asmara cantando per gli allievi della Scuola Italiana, la più grande all’estero. Il video amatoriale della sua esibizione, approdato in rete, è stato subito un successo di condivisioni.

Immagini nei bar, al mercato, scorribande in motocicletta sono arrivate in rete prima ancora dell’uscita ufficiale del video. Forse una strategia promozionale. Certamente il segno che Asmara era contenta di ospitare Jovanotti. Ora che il videoclip è ufficialmente in rete i luoghi eritrei sfilano in esso con discrezione, aggiungendo storia alla musica. 

Scorrono le immagini del centro di Asmara, lo storico dancing Mocambo, il Cinema Impero, la stazione di servizio Fiat Tagliero, emblema futurista della città.

E poi le insegne in italiano che ricordano il passato, la farmacia Centrale, Gianni e Gina parrucchieri in Harnet Avenue.

Quello di Jovanotti “è un video geniale” dice Ariam Tekle, giovane sociologa e filmaker, autrice di “Appuntamento ai Marinai”, storie di seconde generazioni di eritrei in Italia.  

“Mette al centro due giovani eritrei innamorati che rappresentano l’essenza dell’Eritrea: giovane e innamorata. Innamorata della propria storia, del proprio popolo, della propria libertà”. “Il video clip trasmette un messaggio positivo”, continua, “uscendo dall’immaginario comune, distorto, del paese africano distrutto da povertà, fame, oppressione”.

Asmara, com’è stato detto molte volte, è una città che assomiglia a tante provincie italiane.

Una città costruita con materiali, progetti, colori adatti all’ambiente, senza stonature. Per questo è un originale, non una copia rifatta malamente.

“La scelta del video di mostrare edifici di architettura d’epoca fascista” dice Ariam “non è una scelta nostalgica. Asmara è così. Niente è enfatizzato, non c’è nessun messaggio subliminale. Questa è la forza del video, una forza che mi ha emozionata”.

Le parole di Chiaro di Luna raccontano con semplicità “un amore straordinario”. Ma se tra Asmara e Chiaro di Luna non ci fosse stato afflato, il video sarebbe surreale, anacronistico, melenso. Invece non è così. Il ciglio resta asciutto. Raggiunge il cuore grazie alla canzone ma anche per i luoghi in cui è ambientata.

Lorenzo, scrive il suo staff, sentiva che Asmara era il luogo giusto per raccontare Chiaro di Luna. “Per questa canzone non c’era nessuna alternativa che mi convincesse allo stesso modo”, dice Jovanotti.

Nella storia Lorenzo interpreta un musicista che di giorno lavora e la sera suona nel bar del Cinema Roma.

Una vita semplice che incontra quella di una coppia normale di giovani eritrei.

Lui è il meccanico che gli ripara la motocicletta. Un ragazzo innamorato che sul muro dell’officina ha appeso “un calendario” dove “ogni mese una foto futura” parla della fidanzata.   

Mentre la ragazza che ricambia l’amore, grande e travolgente, è parrucchiera nello storico negozio del centro città.

Garbo e passione, in un tempo sospeso. Non quello della città, ma quello dell’amore, che “non sa dove vanno a finire le ore”.

Il video si chiude con i due giovani che, ancora una volta, nel buio romantico delle sere asmarine, si trovano ad ascoltare la musica dell’amico.

Usciti dal cinema i ragazzi si abbracciano forte, lasciando presagire una separazione. Porteranno però nel cuore “l’esperienza più mistica e terrena”, ballare abbracciati “Al Chiaro di Luna”.

Al Chiaro di Luna, una canzone d’amore, anche se  grazie ad essa Jovanotti ha cercato di “raccontare un’Africa senza stereotipi”.

 Le notizie” dice il cantante “riportano che moltissimi ragazzi che arrivano in Italia attraverso il Mediterraneo sono eritrei”. Però “i ragazzi non scappano se trovano opportunità di lavoro, sono orgogliosi di starci o tornarci” in Eritrea. “Asmara”, aggiunge “è un bellissimo posto che mi ha toccato il cuore.

Certo il video di Jovanotti, rivolgendosi ai ragazzi e mostrando un’immagine semplice dell’Eritrea, della sua capitale Asmara, fa un’operazione contro quelle che lui stesso definisce “generalizzazioni che fanno sempre male”. E che, purtroppo, sono dure a morire.

Che il video piaccia ai giovani, ma non solo, è fuor di dubbio.

Quello che va aggiunto è che Chiaro di Luna non è Contessa. Ma se si vuol negare che anche ad Asmara la quotidianità esista, il videoclip di Jovanotti la rappresenta, senza diventare un manifesto.

Se ne facciano una ragione quelli per cui l’Africa può essere compresa solo attraverso lenti missionarie o neocolonialiste. L’Africa, quando si mostra, parla da sé. Anche al Chiaro di Luna.

Marilena Dolce

@EritreaLive

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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