Facebook ha scoperto l’Africa

BxU8CDJIAAAHBTZNei giorni scorsi Facebook ha annunciato di aver raggiunto in Africa i 100 milioni di utenti. 
Non è strano se si riflette sulla grande diffusione avvenuta in questi anni di apparecchi di telefonia mobile.

La massiccia penetrazione di telefonini ha risolto da un lato il problema delle difficili connessioni, come accadeva in precedenza per la scarsità delle linee telefoniche fisse, dall’altra presentando nuovi dispositivi che possono collegarsi alla rete,  ha reso possibile un nuovo tipo di connessione.

E il passo dalla rete verso i social network non poteva che essere  breve.
Se a questo si aggiunge che l’Africa è un continente “giovane” al contrario della “vecchia” Europa, il gioco è fatto, per la felicità, in questo caso, di Facebook.

Felicità che può essere reciproca perché, se da un lato l’Africa può rappresentare un mercato immenso per Facebook, dall’altro gli africani potranno accedere a una quantità  grandissima di dati e informazioni, anche grazie ai social network.

Questo, come sappiamo, non è di per sé un bene, però è una buona palestra, un esercizio  che, con un po’ di allenamento, consentirà, soprattutto ai più giovani, di scorrere con maggior spirito critico quanto le prime pagine propongono, trovando nei gruppi e nelle pagine Facebook una realtà diversa da quella delle prime pagine dei giornali.

In Kenya 82% della popolazione possiede un cellulare, più del 78% del Brasile.

Del resto, già un anno fa, Mark Zuckerberg aveva presentato un progetto Internet.org per dare accesso gratuito alla rete, cominciando dallo Zambia, per abbattere il problema costo che ne scoraggerebbe l’uso.

Quella del futuro, dunque, è un’ Africa sempre più connessa che, per rimanere in tema, “ci piace”.

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