Eritrea, dettagli made in Italy da scoprire nelle città

Passeggiando in Eritrea, per le strade delle città molti sono i dettagli made in Italy.

Asmara, un lembo d’Italia in Africa, città bellissima con un’architettura moderna, razionalista, liberty, decò, classicheggiante.

Capitale fondata dal governatore Ferdinando Martini, Asmara è cresciuta negli anni Trenta grazie a giovani architetti poco inclini al marmoreo trionfalismo, pronti invece a sperimentare l’audacia delle ali spiegate, come nella futurista autofficina Fiat Tagliero. 

L’Eritrea indipendente (1993), ponendosi l’interrogativo sul senso di mantenere (e ristrutturare) l’architettura straniera ha considerato che non fosse solo forma del dominio coloniale ma sostanza del lavoro eritreo e che perciò valesse la pena di conservarne il  patrimonio. Un patrimonio ben visibile nel centro di Asmara, dove sorge il teatro, ci sono alberghi, case, ville con giardino e lungo Harnet Avenue, la strada del passeggio dove il made in Italy è  fatto di cinema, esenti dall’anonimato della multi sala, di caffè “Rosina” e, soprattutto, di moltissimi negozi con nomi italiani.

© Eritrea Live, Asmara

Qualche volta però, se il passaggio è fugace, possono sfuggire preziosi “dettagli” ormai eritrei a pieno titolo, anche se esportati dal colonialismo liberale piccolo borghese basato sul commercio. Un modo per riprodurre, in terre lontane, le piastrelle del proprio cortile. Nel cortile di casa, infatti, non potevano mancare vasi di cemento per sottolineare il perimetro, porte di ferro battuto, maniglie d’ottone, serramenti di legno e, qualche volta, un Cesare togato per impreziosire l’ingresso e ricordare le origini. Il colonialismo italiano fonda piccole fabbriche, “ferramenta,” “tutto per la casa e l’industria,” “casalinghi” e mercerie per testimoniare lavoro e creatività.

© EritreaLive, Asmara
© Eritrea Live, Asmara, Pensione Africa

Anche lo svago è preventivato: dopolavoro con cinema come il Croce Rossa,

dancing Mocambo e, più defilata, la “pasticceria Giardino,”

un gioiello d’altri tempi, con tappezzeria a righe rosa e lampadario bianco di vetro soffiato dove, ancora oggi, i ragazzini si fermano per comprare la merenda da portare a scuola. Un déja vù frammentario non può ignorare il cinema all’aperto, il “Sigenet” non ad Asmara, per l’aria troppo fresca dell’altopiano ma a Taulud, Massawa, dove ancora oggi sono in programmazione film sottotitolati in italiano…

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