Eritrea, Birra Asmara, nuova versione in lattina

©Bruno Zanzottera, Parallelo Zero, Asmara, esterno ex Birreria Melotti
©Bruno Zanzottera, Parallelo Zero, Asmara, esterno ex Birreria Melotti

La Birra Asmara cambia veste e, adeguandosi ai tempi, oltre alla storica bottiglia di vetro marrone scuro, tappo a corona, sarà venduta in lattina.

Il nuovo impianto, inaugurato in questi giorni, come si legge nel comunicato, producendo 1,800 lattine l’ora, soddisferà sia il mercato interno, sia l’ esportazione che attualmente assorbe il 40% della birra prodotta in Eritrea.

Un tempo la Birra Asmara si chiamava Melotti, prendendo il nome dall’industriale italiano che per primo aveva pensato d’ imbottigliare birra in Eritrea.

Arrivato nel 1939 in Eritrea per costruire strade, Luigi Melotti deciderà di aprire uno stabilimento e una vetreria per produrre e imbottigliare birra e altri liquori come gin, zibibbo.

Quando l’Italia, nel 1941, perderà guerra e colonie, molti italiani, come i Melotti, resteranno per continuare a lavorare. Nel 1946 Luigi Melotti muore, lasciando l’azienda alla moglie Emma che, anziché abbandonare un Paese che aveva imparato ad amare, si occuperà della fabbrica, facendola diventare, soprattutto per la birra, famosa in tutta l’Africa Orientale.

La Birra Melotti, bevuta in Eritrea ed esportata nelle colonie inglesi, renderà molto ricca la famiglia che rimane  nel paese anche dopo l’annessione all’Etiopia dell’Imperatore Heilè Selassiè.

La situazione però cambia negli Anni Settanta con l’arrivo al potere, in Etiopia, del Derg, il Consiglio, del Colonnello Menghistu che nazionalizzerà tutte le fabbriche eritree  azzerando i commerci, le risorse, le capacità e costringendo le persone a partire, abbandonando tutto ciò che avevano costruito.Per gli eritrei sono anni di lotta.

Nel 1991, con la conquista dell’indipendenza, lentamente, riapriranno le fabbriche, come lo stabilimento della Birra Asmara, ex Melotti, che oggi si presenta in lattina per essere amata ancora di più,  in patria e all’estero.

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