Eritrea, arrivato oggi ad Asmara il premier Abiy Ahmed

Eritrea, arrivato oggi ad Asmara il premier Abiy Ahmed ricevuto dal presidente Isaias Afwerki

Il premier etiopico Abiy Ahmed è arrivato stamattina all’aeroporto di Asmara per due giorni di lavoro. Gli incontri con il presidente Isaias Afwerki, dice in un tweet il ministro dell’informazione eritreo Yemane Ghebremeskel, hanno l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra i due paesi. Al centro dei colloqui anche la situazione nell’area del Corno d’Africa. Con il primo ministro Abiy c’è il ministro delle Finanze Ahmed Shide.
È probabile che il presidente Isaias e il premier Abiy  affrontino anche gli avvenimenti dello scorso giugno in Etiopia e la situazione in Sudan con il governo di transizione incontrato da entrambi.
Il rischio più grande in questo momento è una possibile destabilizzazione dell’Etiopia. Uno scenario pericoloso per l’intera regione e di cui ci sono state numerose avvisaglie. Dal suo insediamento nel 2018, il premier Abiy Ahmed  è sopravvissuto a tre attacchi. Il primo durante una manifestazione in una piazza di Addis Abeba, mancato dal lancio di un  ordigno.  Poi ha affrontato la rivolta salariale dei soldati, che hanno mostrato il lato aggressivo dell’esercito. Infine, lo scorso mese, c’è stato un fallito golpe. Il 22 giugno a Bahar Dar, capoluogo Amhara sono  uccisi il presidente della regione ed ex ministro Ambachew Mekonnen e il funzionario Mighara Kebede. Mandante il generale Asaminew Tsige, noto per la sua vicinanza al Nama, il Movimento nazionale Amhara.
Qualche ora dopo è ucciso nella sua abitazione di Addis Abeba il capo di stato maggiore dell’esercito, generale Seare Mekonen, uomo di Abiy appartenente all’etnia tigrina. A sparargli una guardia del corpo legata al Nama.
Sembrerebbe quindi che le rivalità etniche tra Oromo Amhara e Tigrini, sedate in un primo momento dalle prospettive politiche di Abiy, abbiano ripreso vigore.  Per alcuni gruppi oltranzisti l’uccisione del generale Asaminew Tsige  è un affronto alle libertà regionali ed etniche garantite dalla costituzione del 1995.
Per questi motivi l’avvicinarsi delle elezioni 2020 è considerato da molti osservatori internazionali un fattore determinante. La stabilità interna all’Etiopia, paese con più di cento milioni di abitanti, è una condizione fondamentale per lo sviluppo, non solo al suo interno, ma anche nei paesi vicini.

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