Allerta coronavirus in Africa sub Sahariana, Eritrea ed Etiopia

Allerta coronavirus in Africa sub Sahariana, Eritrea ed Etiopia

©Fana, Bole aeroporto di Addis Abeba, i controlli all’arrivo prima dell’ingresso nel Paese

In Eritrea i cittadini sono stati informati sulla pericolosità del nuovo virus denominato per la sua forma corona virus. Un virus diffusosi in Cina, nella regione di Hubei con capitale Whan, città universitaria con 11 milioni circa di abitanti

Il Direttore Generale della Sanità ha diffuso una nota  in cui spiega di che si tratta, quali sono i sintomi e le norme igieniche da seguire per prevenire la diffusione di quella che non è una semplice influenza.

Un’informazione capillare importante proprio per la pericolosità del virus che si propaga da persona a persona, attraverso le vie aeree.

Il Ministero della Sanità di Asmara ha inoltre detto di aver istituito controlli all’aeroporto della capitale e di aver predisposto un’area per la quarantena presso  il Villaggio Community Hospital.

Ha inoltre invitato i cittadini eritrei in Cina a mettersi in contatto con  la rappresentanza diplomatica eritrea a loro più vicina per ottenere informazioni.

In Etiopia, invece, come riportato dall’Agenzia Nova, che riprende fonti governative, la compagnia nazionale Ethiopian Airlines ha sospeso, in via cautelare, tutti i voli per la Cina. Ed Ethiopian Airlines è la prima compagnia aerea per i collegamenti tra Africa e Cina.

Una decisione quella della compagnia aerea arrivata poco dopo le dichiarazioni rilasciate dal ministro della sanità etiopico, Lia Tadesse. Il Ministro ha annunciato che il test di accertamento su un paziente che si temeva avesse contratto il virus hanno avuto esito negativo.

Alcuni giorni fa lo stesso ministro aveva dato notizia che, quattro studenti etiopici rientrati nel paese  dalla provincia di Hubei, erano stati messi in quarantena in attesa che l’invio in Sudafrica dei campioni prelevati desse un esito.  Si temeva avessero contratto il nuovo virus.

Oggi ha dichiarato invece che sono tutti e quattro negativi al coronavirus.

Fin dalla scorsa settimana comunque i passeggeri in arrivo dalla Cina sono sottoposti a screening appena atterrati all’aeroporto Bole.

L’attenzione dei paesi africani verso l’evoluzione del virus è importante se si considera quanti, soprattutto giovani, si trovano in Cina con borse di studio e contratti di lavoro. Gli investimenti cinesi in Africa e gli accordi con i singoli Paesi fanno sì che gli africani siano il secondo gruppo di stranieri presenti in Cina, subito dopo gli asiatici.

Secondo il Ministero dell’Istruzione cinese nel 2018 erano presenti in Cina ottantamila studenti africani.

Poche ore fa l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato lo stato d’emergenza, pur lodando nell’odierna conferenza stampa a Ginevra, gli standard di risposta della Cina all’epidemia. Una condizione, ha detto il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha consentito di limitare i casi all’estero a 98 in 18 Paesi, senza che al momento siano registrati decessi.

I numeri sono piccoli, ha poi aggiunto, specificando che per combattere l’epidemia, è importante agire insieme.

Per sconfiggere il coronavirus gli Stati devono lavorare con “spirito di solidarietà e cooperazione”.

Intanto, sempre notizia di queste ore, hanno sospeso i voli per la Cina anche Royal Air Maroc e Kenyan Airways.

Il Ministro dell’Informazione sudanese ha detto all’agenzia Reuters che c’è il sospetto che due concittadini appena rientrati dalla Cina abbiano contratto il coronavirus. Entrambi, un uomo e una donna, sono sotto osservazione medica.

Mascherine e controlli anche all’aeroporto di Juba, capitale del Sud Sudan.

Resta da capire la questione dei rimpatri. Non è chiaro se gli stati africani seguiranno la linea occidentale oppure resteranno in attesa delle evoluzioni del coronavirus, seguendo le informazioni cinesi.

Ad oggi il numero di casi in Cina è di 7.711 persone rispetto alle 5.974 di ieri.

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