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Gli Usa inseriscono l’Eritrea nella lista travel ban

Marilena Dolce
03/02/20
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Gli Usa inseriscono l’Eritrea nella lista travel ban

È  di venerdì scorso l’annuncio dell’amministrazione Usa di aver inserito l’Eritrea nella lista dei paesi “travel ban”. Oltre all’Eritrea sono entrati nella black list Nigeria, Sudan, Tanzania, Kirzighistan e Myanmar. Secondo quanto dichiarato dagli Usa tali paesi non avrebbero rispettato gli standard di sicurezza e la condivisione delle informazioni globali.
Sono sei nuovi ingressi che si aggiungono a Iran, Libia, Siria, Somalia, Yemen, paesi già soggetti a restrizioni di viaggio verso gli Usa.
Un elenco di Paesi diversi tra loro con due aspetti comuni, la prevalenza musulmana e la speranza di  motli loro cittadini di immigrare in Occidente verso un futuro migliore.
Con il nuovo travel ban quindi gli Usa fermano cittadini di stati molto grandi e in espansione, come la Nigeria che ha duecento milioni di abitanti.  Ma anche uomini e donne che scappano, stremati da guerre ad oltranza, come in Yemen e Somalia.
Diversa la situazione degli eritrei.
È di oggi il comunicato del Ministero dell’Informazione in cui l’Eritrea esprime la propria sorpresa per quello che definisce “un atto ostile” da parte dell’amministrazione americana.
Un atto che contraddice la linea di apertura istituita finora dall’amministrazione Trump nei confronti del paese.
Una posizione che, probabilmente,  si spiega con le prossime elezioni e che ha voluto ribadire “America first”, a beneficio degli elettori.
È comunque strano che a fare le spese di questo travel ban sia proprio l’Eritrea. il suo governo, infatti, come  ricorda la nota diffusa, negli scorsi anni aveva protestato con le passate amministrazioni proprio per l’“asilo automatico” concesso ai propri cittadini che volessero andare negli Usa.
Una “politica di spopolamento”, l’aveva definita Asmara. Un sistema collaudato dall’America ed esportato in  Europa per alimentare aspettative e migrazioni letali, almeno quelle via mare dalla Libia verso l’Italia.
Tuttavia l’attuale posizione dell’amministrazione Trump non è una   modifica della precedente politica di spopolamento. Semplicemente con il travel ban l’Eritrea è inserita de facto in una lista negativa in sé.
Con il travel ban non si impediscono gli ingressi negli Stati Uniti per turismo. Si rende però impossibile pensare di entrarvi per restare e lavorare.
La Nigeria da parte sua ha definito “inaccettabile” il divieto di espatrio per i suoi cittadini. Creando un comitato per capire i motivi che hanno spinto l’amministrazione Trump a inserire anche la Nigeria nell’elenco.

 

Marilena Dolce

Giornalista e fondatrice di EritreaLive, giornale indipendente dedicato al Corno d’Africa.

Da oltre dieci anni segue con continuità le dinamiche politiche e sociali dell’Eritrea e dell’Etiopia, con particolare attenzione ai rapporti regionali e agli equilibri geopolitici dell’area.

Ha collaborato con la testata online Affari Italiani, pubblicando articoli e analisi dedicati al Corno d’Africa e contribuendo alla copertura giornalistica di una regione spesso poco rappresentata nel panorama mediatico europeo.

Attraverso EritreaLive sviluppa un lavoro di informazione e analisi volto a rendere comprensibili le trasformazioni del Corno d’Africa a un pubblico italiano e internazionale.

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