Eritrea, Ospedale Orotta Asmara
Da oltre dieci anni medici e infermieri dell’AOU Meyer IRCCS e l’associazione Annulliamo la Distanza collaborano con il personale sanitario eritreo per rafforzare la gestione delle emergenze pediatriche.
Ogni anno oltre 30 mila bambini arrivano all’ospedale pediatrico Orotta di Asmara, punto di riferimento nazionale per le cure pediatriche. In un contesto dove strumenti diagnostici e aggiornamento medico sono spesso difficili da reperire, la formazione del personale sanitario rappresenta una delle risorse più importanti per migliorare l’assistenza.
Da oltre dieci anni medici e infermieri dell’AOU Meyer IRCCS di Firenze, insieme all’associazione Annulliamo la Distanza, collaborano con il sistema sanitario eritreo attraverso programmi di formazione sulle emergenze pediatriche. I corsi sono rivolti soprattutto a specializzandi e neolaureati destinati a lavorare non solo nella capitale, ma anche nelle aree più remote del Paese.
Nel tempo circa 300 tra medici e operatori sanitari dell’Ospedale Orotta hanno partecipato alla formazione di base e avanzata sulla gestione del bambino critico, imparando a intervenire in caso di arresto cardiaco o insufficienza respiratoria e a ridurre il rischio di danni permanenti nei pazienti più piccoli.
Asmara, medici italiani durante una lezione di formazione in Eritrea, all’ospedale Orotta di Asmara
Nel 2025 il progetto “Codice Rosso”, cofinanziato dalla Delegazione dell’Unione Europea in Eritrea insieme ad Annulliamo la Distanza e all’organizzazione tedesca Archemed, ha coinvolto circa 40 sanitari locali in nuovi corsi dedicati alla gestione delle emergenze pediatriche. Le attività formative sono state condotte da volontari dell’ospedale Meyer, coordinati dal medico Francesco Mannelli e dalla pediatra Cristiana Benucci.
«La partecipazione ai corsi è sempre molto alta», spiega Benucci. «Negli anni abbiamo adattato i contenuti alla realtà locale, tenendo conto delle risorse effettivamente disponibili. Il personale sanitario eritreo dimostra una preparazione solida, ma deve confrontarsi quotidianamente con la carenza di strumenti e materiali».
Accanto alla formazione clinica, il progetto ha previsto anche interventi infrastrutturali. L’associazione Annulliamo la Distanza ha contribuito alla ristrutturazione del pronto soccorso pediatrico e di alcuni reparti dell’ospedale, oltre alla realizzazione di impianti per garantire acqua potabile ed energia elettrica, elementi essenziali per il funzionamento delle attività sanitarie.
Negli ultimi mesi è stata inoltre avviata una nuova formazione sull’utilizzo degli ecografi portatili, strumenti diagnostici fondamentali in un contesto dove l’accesso alla radiologia avanzata è limitato. La disponibilità degli ecografi consente diagnosi più rapide e spesso decisive per il trattamento dei bambini in condizioni critiche.
«A volte anche situazioni apparentemente semplici possono diventare molto complesse», sottolinea Michele Muffi, presidente di Annulliamo la Distanza. «Gran parte delle attrezzature non è reperibile localmente e deve essere acquistata e spedita dall’Italia. L’esperienza maturata negli anni ci permette però di ottimizzare tempi e processi e garantire continuità ai progetti».
La collaborazione tra personale sanitario eritreo e volontari internazionali prosegue con l’obiettivo di rafforzare nel tempo l’autonomia della formazione locale e la capacità di risposta del sistema sanitario pediatrico del Paese.
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